Recensione di “Steampunkery polymeric clay and mixed media project”

steampunkery Recensione abbastanza leggera e “corta”, per un libro abbastanza corto e di face utilizzo, anche per chi non è avvezzo all’uso dell’inglese. Il libro è “Steampunkery polymeric clay and mixed media project”. E’ di Christi Friesen ed è l’ottavo libro della serie che ha fatto la signora Friesen sull’utilizzo delle paste polimeriche. Uno degli aspetti interessanti dello stile Steampunk è il riutilizzo e il riciclaggio dei vecchi elementi in modi assolutamente nuovi ed inaspettati, ma di certo lo sapete se siete assidui frequentatori di questo sito. Quindi come si può unire le paste polimeriche con lo spirito Steam? Facendo con del gran fimo accessori e ammennicoli. Purtroppo in questo libro, che è nei fatti un libro tutorial, però abbiamo gli “how to…” troppo cartoonistici e poco stream. Mi spiego meglio, imparare a fare l’elefantino “androide”, oppure fare il topolino che esce da un ingranaggio è certamente carino, ma troppo legato ad un mondo che non sempre e comunque steampunk per il semplice fatt oche c’è la presenza di un ingranaggio o di un monocolo e quindi che possa esser definito accessorio steampunk in quanto tale; direi che elefantini, topolini, camaleonti o pesciolini sorridenti in un finto acquario siano carini, coccolosi ma di certo non sono sinonimo di Steampunk. SIA CHIARO, si è liberi di vedere il proprio personaggio abbellito come si vuole, anche in funzione di un eventuale “cartoon”, ma mi lascia perplesso l’uso di un camaleonte a cui per dare l’effetto “steampunk” si sono attaccati (è proprio il caso di dirlo) due ingranaggi. Parafrasando un vecchio detto “un ingranaggio non fa Steampunk“. Diciamo però, a parziale “discolpa”, che all’interno ci sono esempi di lavorazioni in fimo e cernit di tutto rispetto, e di grande effetto; abbiamo uno gnometto “incarcerato” in un orologio da taschino (e vi giuro che dall’immagine che è presente sul libro si avverte l’effetto inquietante che questo gnomo sia vivo), oppure un cuore anatomico semi meccanico di grande effetto. Di questi due esempi purtroppo non ci sono i tutorial, quindi se sperate di sapere come fare a creare uno dei due soggetti appena descritti, non li troverete in queste pagine. Potrebbe però servirvi la serie di curiosità e di trucchetti qui presenti per poi arrivare un giorno alla stessa padronanza del “mezzo”, dipende quanta manualità e quanta voglia avete di imparare. Altrettanto trovo interessanti le forme di “tassidermia completamente in fimo” presenti: ovvero alcuni insetti e piccoli animali riprodotti in fimo ed abbelliti, in tipico stile tassidermico ottocentesco, con amenità ed ingranaggi (vedi il camaleonte di prima). Inoltre è da ammettere che Christi scrive in modo divertente e per chi sa l’inglese, purtroppo è uno dei tantissimi libri che ad oggi non sono in traduzione (e dubito che lo saranno per parecchio tempo), potrà essere d’aiuto per chi ha deciso di puntare sulla formula più “fiabesca” e più, per utilizzare un termine giapponese, “kawaii” per farsi quindi un outfit più da cartone animato “coccoloso”. Aggiungo che a fine libro Christi mette tutta una serie di links utili per cercare non solo il materiale utilizzato per i tutorial presenti nella piccola pubblicazione, ma anche tutta quella serie di chicche che servono ad uno steampunker per crearsi il proprio personaggio partendo dai particolari. A chiusura direi che se avete la passione per il Fimo e le composite polimeriche ve lo consiglio, se invece è il vostro potenziale primo acquisto per avere una serie di accessori “facili da fare e a poco sbattimento” non prendetelo ora, andate su altre tipologie di libri tutorial. Qui non c’è da avere gli occhiali protettivi ben allacciati in testa, ma magari occhio a quando infornate il fimo. Doc Sandman.

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Published in: on febbraio 25, 2013 at 3:24 pm  Comments (1)