Recensione: LE OMBRE DI MARTE di Augusto Chiarle – Libro III° – Ombra meccanica

Come gli Androidi meccanici, i ROBOTA, dei precedenti libri si muovo in modo imperterrito, così fa anche il buon Augusto Chiarle che imperterrito e instancabile sforna il terzo capitolo du questa saga. Va detto che in principio l’autore pensava di chiudere con questo volume la saga, facendola divenire una tetralogia,  MA in molti hanno chiesto un seguito perché assolutamente affamati delle gesta dei Dragoni di Savoia, dei mercenari degli intrighi politici e “religiosi” che Chiarle ha saputo tessere in questo Regno d’Italia particolare, così tanto ucronico quanto potenzialmente reale. Siamo prima nel 1913 in Costa Azzurra ed abbiamo una ragazza di 15 anni che fugge da casa e si aggrega ad un circo itinerante, cosa assai comune sia nella realtà che nella versione steampunk di Chiarle, questo circo come del resto la maggiorparte dei circhi di allora ha un che di particolare, proprio perché itinerante ha la possibilità di far passare persone e cose da una parte all’altra dei vari blocchi formatisi dopo l’invasione marziana. Questo permette sia alle spie che al contro spionaggio di passare inosservati alle frontiere o quasi, ma non voglio svelarvi molto di più sappiate che questo prologo sarà importante per avere tessere in più riguardo ai personaggi che sono passati sulle pagine dei romanzi precedenti. (nota importante Gunnar Thorsen durante il prologo si avvarrà delle abilità di alcuni mercenari che conoscete bene se avete fatto un giro per questo sito). Dopo il prologo facciamo un salto, degno della macchina del tempo, di 10 anni in avanti e quindi siamo al luglio 1923 e siamo alle soglie di quello che potremmo definire il primo scontro bellico mondiale nella Storia d’Italia steampunk. Il figlio dell’imperatore d’Austria viene ucciso a Sarajevo per mano di uno dei cultisti della primavera rossa (saprete bene che culto è se avete letto i precedenti capitoli, in alternativo leggeteveli e lo saprete), ma il blocco degli imperi centrali accusano ufficialmente il governo serbo di ciò (quindi Chiarle sposta di 8 anni l’evento reale). Anche il regno d’Italia partecipa al conflitto, o per meglio dire si deve difendere dagli attacchi degli imperi centrali e da quelli borbonici e non solo, ma con i ROBOTA da guerra come supporto d’artiglieria pesante mobile, oltre al fatto che il ministero della guerra chiede a gran voce l’utilizzo dell’areonave “speciale” e della stazione orbitante. Nel frattempo nella piccola, ma agitata Nizza, si vuol capire se Carola potrà diventare il primo sindaco donna e ci sono parecchie persone che temono per la sua incolumità. Ma non voglio dirvi altro, dovete assolutamente leggere il terzo capitolo della saga. Chiarle propone il suo modo di scrivere scorrevole, essenziale e avvincente, crea una raggantela di incontri e di scambi tra reale e fantascientifico che non è per nulla comune. Un nuovo tassello di questo regno d’Italia che forse ci sarebbe potuto essere con queste premesse e con questi attori protagonisti, con questi comprimari e con questi antagonisti. Veramente una terza parte avvincente e coinvolgente.

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