Steamboy (per chi se lo fosse perso)Steamboy (for whom lost)

Quello che stiamo per presentarvi è un film anime, del 2004 uscito in Italia un anno dopo, piuttosto interessante per noi Steamers. Il grande mangaka Katsuhiro Otomo, dopo un manga e un Anime fantascientifico (Akira) ha deciso di proporre un anime steampunk: STEAMBOY.

Siamo nel 1866, in un’Inghilterra vittoriana “alternativa”. Alla vigilia della prima Esposizione Universale, Ray Steam, figlio di una famiglia di scienziati di Manchester, trascorre rispettivamente: di giorno le ore in una industria come garzone del manutentore e di notte studia ed escogitare nuove invenzioni.Il padre, Eddie, ed il nonno, Loyd, si sono trasferiti in America presso la Fondazione Ohara per continuare i loro studi sul vapore . Un giorno il padre di Ray è vittima di un incidente durante uno gli esperimenti. Il ragazzo riceve una misteriosa sfera metallica inviatagli dal nonno con una strana lettera d’accompagnamento. Dei loschi figuri, si presentano alla porta di casa di Ray, perchè l’Ohara Foundation vuole impossessarsi della sfera e tenta di sottrarla al ragazzo con un sotterfugio. Il ragazzo, avendo letto la missiva del nonno, svela l’inganno alla madre e scappa con una delle sue invenzioni, una specie di moto steam ad una ruota sola. I malfattori lo inseguono con un veicolo da guerra, anchesso a vapore, ma la collisione con un treno che passa li vicino permette al ragazzo di temporeggiare e di salvarsi momentaneamente. La fuga di Ray permette di salire sul treno, che è diretto a Londra, e su di esso incontra il dottor Stephenson, a cui io nonno vuole far avere la sfera per poterla rendere patrimonio per l’umanità. Ma gli sgherri della Ohara foundation riescono a rapire Ray, tramite un dirigibile ed un braccio meccanico a vapore portandolo a Londra, nel padiglione della Ohara Foundation. Qui il ragazzo scopre che il padre non è morto, ma il padre per sopravvivere ha dovuto sostituire alcune parti del corpo e in più Ray viene a conoscenza dei poteri della sfera: si tratta di un contenitore di vapore compresso ad alta densità, che può generare un’energia di proporzioni incredibili.

Direi semplicemente che il lavoro è magistrale. Si è ottenuto da quel lontano 2004 in poi un’aria diversa con questo anime; il clima stantio e fittizio alla Walt Disney si è incrinato oltremodo, grazie alla mistura “ingegneristica” di  Otomo, il quale mescola sia il tocco classico che le prime tecniche di 3D applicate ad un cartone animato dando una nuova prospettiva al cartone animato.  Anche la scelta di ambientare la storia nel periodo vittoriano contribuisce ad aumentarne al fascino retrò la mescolanza con lo steampunk ed  i macchinari resto-avveniristici alimentati a vapore.
Alla fine l’intento è sempre lo stesso (dando però un finale più capibile del primo capolavoro del Maestro): puntare il dito verso l’utilizzo indiscriminato del potere e ricordarci che siamo sempre noi a scegliere che uso fare del nostro ingegno.

Il consiglio è di acquistare il DVD e vedere, per chi non l’ha ancora visto, questo anime steampunk fatto veramente bene.

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Published in: on January 8, 2012 at 12:46 am  Leave a Comment  
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